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Tallini visita Parco Nazionale della Sila

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“Concordo pienamente con la proposta di far diventare il Parco Nazionale della Sila che rappresenta uno dei più significativi sistemi di biodiversità in Italia, patrimonio mondiale dell’Unesco. Personalmente, attiverò ogni  possibile relazione, per giungere al riconoscimento di questi straordinari sistemi forestali, già Riserva della Biosfera Unesco, quali Patrimonio dell’Umanità. Se la Calabria mettesse completamente a valore il suo immenso patrimonio naturalistico, si potrebbero ampliare le possibilità di sviluppo economico e sociale e creare nuova occupazione col coinvolgimento di tantissimi giovani pronti a dare il loro contributo per una più efficace valorizzazione e fruizione dei beni ambientali”. L’ha detto il vicepresidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale Mimmo Tallini alla commissaria straordinaria Sonia Ferrari e al direttore del Parco Nazionale della Sila Giuseppe Luzzi che hanno accolto, insieme al personale dipendente, il consigliere regionale nella sede del Parco a Lorica.

“Sono consapevole – ha aggiunto Tallini – che l’attuale governance ha dispiegato nel tempo impegno e passione e ho constatato che questa importante infrastruttura ‘verde’ dispone di personale competente e motivato, ma occorre fare di più per aumentare l’attrattività degli scenari silani e inserirli con maggiori esiti nelle traiettorie internazionali del turismo. Occorrono impulsi innovativi e se del caso maggiori risorse, per aumentare i visitatori nei mesi estivi e procedere ad una intelligente destagionalizzare che veda la nostra Sila seducente 365 giorni l’anno. Le mie osservazioni nel corso dell’attuale legislatura non hanno mai mirato a demolire l’esistente, ma a sensibilizzare Governo e Regione per andare oltre la fase commissariale e riconoscere all’Ente Parco una governance stabile che possa assolvere ai suoi compiti con la necessaria serenità”.

All’incontro ha preso parte anche il direttore della Riserva Naturale Regionale Valli Cupe Carmine Lupia, che ha dato atto alla commissaria e al direttore del Parco della Sila “di essere un riferimento prezioso  per le azioni di promozione della Riserva”.

Sonia Ferrari ha apprezzato l’adesione di Tallini al riconoscimento Unesco e ha sostenuto che “dopo la scelta della Commissione nazionale italiana per l’Unesco di indicare la Sila tra le due candidature italiane alla lista del patrimonio mondiale dell’Unesco per il 2019, se tutti agiamo insieme e nell’interesse generale potremo acquisire per i monti della Sila il riconoscimento che spetta ad un formidabile ecosistema, preservato nel tempo, che è unico sotto molteplici aspetti. E’una partita importante che stiamo giocando con rigore e responsabilità e se la vinciamo ci consentirà di tutelare e valorizzare la Sila e di consegnarla integra e produttiva alle nuove generazioni. Certo, si può e si deve fare meglio e di più, ma l’esperienza che abbiamo maturato e l’attento e scrupoloso lavoro fin qui avviato, sono sicura che ci daranno ragione su tutti i fronti. La Sila non è solo uno scenario ambientale di primissimo ordine. E’ anche cultura e sentimento, storia e identità di un popolo, nonché radice plurimillenaria della civiltà occidentale”.

Articolato il report gestionale del Parco a cura del suo direttore: “L’Ente – ha detto – è particolarmente attento all’attività di marketing e comunicazione per farsi conoscere sia a livello locale che oltre i confini regionali e nazionali. Sono stati  promossi una serie di incontri rivolti a tutti gli attori locali per la concertazione e l’animazione territoriale, anche nell’ambito della Carta Europea del Turismo Sostenibile e grazie al riconoscimento quale Riserva della Biosfera Unesco. Si è consolidata la promozione dell’Ente come ‘Parco accessibile per tutti’. Sono stati realizzati oltre 700 km di sentieri e si è reso visitabile un arboreto dal valore inestimabile in termini di biodiversità”. Sempre il direttore del Parco: “Numerose sono  le progettualità realizzate nel corso degli ultimi anni, dall’incentivazione al turismo scolastico, della terza età e dei diversamente abili per destagionalizzare i flussi turistici, ai numerosi e partecipati progetti di educazione ambientale rivolti ai bambini ed ai ragazzi, alle quattro prestigiose edizioni della Summer School del Parco. L’Ente è stato inoltre promotore del Piano ‘SILAvoro’, ammesso a finanziamento nel 2014, il quale interessa 17 comuni montani ed ha dato la possibilità a giovani laureati, disoccupati o inoccupati, di avere accesso a voucher, doti occupazionali, incentivi alle imprese e contributi per le start-up e le micro-imprese. Il Parco lavora da anni su progetti volti alla conoscenza ed alla tutela della biodiversità, sviluppando, grazie ad apposite fonti di finanziamento ministeriali in concertazione con altri Parchi, progetti di analisi e monitoraggio sia delle componenti faunistiche che delle componenti floristiche, vegetazionali e forestali dell’altopiano silano”. Conclude Luzzi: “In concertazione con la Regione Calabria, fin dal 2017, nell’ambito del Programma di azione 2014-2020 e nei Piani di gestione della Rete Natura 2000, il Parco, insieme alle altre aree protette, è stato destinatario di finanziamenti per la realizzazione di progettualità connesse al monitoraggio ambientale, alla sentieristica ed alla realizzazione della ‘Ciclovia dei Parchi’ e coordina in qualità di capofila il progetto per la realizzazione di prodotti e servizi divulgativi e promozionali, in particolare per la messa in rete dei prodotti, servizi e infrastrutture nelle aree protette e Riserve della biosfera dell’Unesco della Regione” .  L’incontro è terminato con la visita ai “giganti della Sila” affidati in concessione al Fai. Ha illustrato le peculiarità del bosco ultracentenario in cui  svettano oltre 60 esemplari di pini larici e aceri montani piantati nel Seicento dai Baroni Mollo, la responsabile della  Riserva Naturale  Biogenetica di Fallistro Simona Lo Bianco.

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