Eventi

Talenti (non solo) musicali italiani a Reggio in Jazz

reggio jazz da sx Meliadò-Zucco-Maida-Tuffo-Costantino-Latella-Brandolino-Mascianà

Primo appuntamento, sabato 10 novembre al “Miramare” col Gianfranco Menzella Quartet (feat. Andrea Tofanelli).

Si è svolta a Reggio Calabria, presso la pizzeria “Lievito” di via Filippini – main sponsor dell’evento musicale – la conferenza stampa del programma di Reggio In Jazz, che nel 2018 festeggia la sua decima edizione.

Tre le giornate di musica ed esposizioni promosse dall’associazione Naima al Grande Albergo Miraramare.

Domani, sabato 10 novembre, con la mostra fotografica di Marco Costantino e, alle 21.00, il live del Gianfranco Menzella Quartet, che accanto al quotato sassofonista materano vedrà tra gli altri un trombettista di caratura internazionale come Andrea Tofanelli.

Domenica 11 novembre, con l’allestimento a cura del Teatro “Le Rane” (direttore artistico, Aldo Zucco), alle 21.00 la performance coreutica dei tangueros del Centro Studio Danza e, a seguire, l’esibizione tangojazz dei calabresi Sertango.

Sabato 17 novembre, da ultimo, con la mostra “Carnets in concert” a cura di Gianni Brandolino (nella foto sotto a sinistra) e dell’Ordine degli architetti di Reggio Calabria, alle 21.00 il reggio jazz - Gianni Brandolinopiano solo dell’artista reggino Francesco Scaramozzino e, a seguire, il concerto del sassofonista Claudio Fasoli (“miglior jazzista italiano” nel 2017) col suo Samadhi Quintet.

«Quest’anno segna la decima edizione della nostra manifestazione, per noi è un traguardo importante anche perché l’anno scorso abbiamo avuto la sola esibizione in duo di Paolo Fresu e Uri Caine e invece quest’anno riprendiamo la formula della “tre giorni”, benché non consecutivi. Ma è anche la prima che non si svolge in un teatro» ha osservato Peppe Tuffo, presidente dell’associazione Naima e direttore artistico di Reggio In Jazz, rilevando che una città come Reggio Calabria soffre di una grave carenze di strutture teatrali, specie nella stagione invernale, e che quelle poche presenti si contraddistinguono però per i costi molto elevati.

Dal punto di vista della “filosofia” della kermesse musicale di quest’anno, «nel curare la parte artistica ho inteso passare – così sempre Peppe Tuffo – dal jazz classico che i jazzofili apprezzeranno sicuramente a un jazz meno ‘difficile’, che non possa risultare stucchevole neppure a chi si accosta per la prima volta a questo genere musicale. Ma proporremo pure esposizioni significativi, anche per riscontrare la reazione del pubblico, rispetto al quale ci piace sperimentare sempre nuove cose, anno dopo anno».

reggio jazz - Peppe TuffoNel merito degli artisti attesi al Miramare, Tuffo (nella foto a lato) ha posto in rilievo come Menzella – che suonerà sabato prossimo col suo quartetto, nel primo dei concerti in programma – sia «definibile come un sassofono ‘sudista’: il progetto che presenterà è un pout-pourri di famosissimi standard jazzistici, repertorio lirico naturalmente riarrangiato in chiave jazz per passare per la musica leggera, tra l’altro avvantaggiandosi con un trombettista di grandissima qualità come Andrea Tofanelli, che ha già alle spalle oltre 500 collaborazioni: una tromba veramente molto duttile, assolutamente da ascoltare. Quanto alla seconda serata, Reggio In Jazz ha voluto mettere l’accento ancòra una volta sul coinvolgimento di musicisti del territorio: i Sertango sono calabresi e proporranno brani originali ma anche rielaborazioni jazzistiche di musiche di Astor Piazzolla, Carlos Gardel e Richard Galliano. Musicalmente, per chiudere il 17 novembre avremo poi un altro talento calabrese, il pianista reggino Francesco Scaramozzino, e l’atteso live di Claudio Fasoli: Fasoli lo conosciamo tutti, quelli della mia età sicuramente grazie al jazzrock dei Perigeo che negli anni Settanta ha fatto il giro del mondo, proprio per l’estro e la tecnica di Claudio Fasoli, Bruno Biriaco, Franco D’Andrea e Giovanni Tommaso, poi a lungo alla guida di Umbria Jazz».

Nel corso della conferenza di presentazione, moderata da Mario Meliadò, si sono avuti contributi anche da Gianni Brandolino, Marco Costantino, Paolo Latella, Tony Maida, Teresa Mascianà, Aldo Zucco.

nella foto del titolo da sx Meliadò – Zucco – Maida – Tuffo – Costantino – Latella – Brandolino – Mascianà

In alto