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Storia dei gioielli greci con la presenza del maestro orafo Gerardo Sacco

rossano sacco

Tanta partecipazione alla manifestazione conclusiva della “Storia della Calabria” promossa dall’Istituto Comprensivo Rossano 1 dedicata alla storia dei gioielli con la presenza, nella Città del Codex, del noto Maestro orafo calabrese: Gerardo Sacco, All’evento, il quale ha avuto luogo nella Sala Rossa di Palazzo San Bernardino in Rossano centro, hanno preso parte gli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado “Amica e Leonardo da Vinci”, docenti e tanti genitori. In mattinata, dopo i saluti iniziali del Dirigente Scolastico: il Prof. Antonio Franco Pistoia, ha preso la parola l’Insegnante  Olimpia Ferrarese che ha seguito il progetto con gli alunni, la quale, nel corso del suo minuzioso e dettagliato intervento, si è soffermata sul percorso effettuato dagli allievi della Scuola Secondaria di  Primo Grado durante l’anno scolastico 2018-2019. <L’organizzazione della giornata di oggi – ha sottolineato l’Insegnante Ferrarese – nasce dalla volontà di evidenziare un connubio evidente che intercorre tra la storia del nostro territorio e le sue professionalità. L’argomento che abbiamo trattato, nella disciplina “Storia della Calabria” ha come titolo: “I gioielli Greci”. Tale progetto nasce e cresce con l’intento di analizzare, in maniera approfondita e specifica, un determinato capitolo storico calabrese, legato alla presenza greca in Calabria. I segni tangibili del periodo della Magna Grecia si estendono lungo il nostro territorio, imprimendo su di esse  un’impronta forte. La necessità di analizzare una categoria del tempo specifica, quella dei gioielli, è dettata dalla presenza di una componente di artigianalità importante, nota in tutto il mondo. A questo scopo ringrazio il Maestro Gerardo Sacco per averci onorati della sua presenza quest’oggi. Una menzione speciale merita il collaboratore del Maestro Sacco, il signor Serafino Salatino, che ringrazia pubblicamente in cui questa giornata non avrebbe potuto avere luogo. Il suddetto progetto a coinvolto principalmente le classi prime della scuola secondina di primo grado dell’I.C. Rossano 1 “Da Vinci-Amica”, essendo l’argomento in oggetto materia di programma scolastico. Quello che ho cercato di evidenziare, in maniera forte, è stata la necessità di affiancare a nozioni teoriche, importanti di consentire agli alunni di inquadrare il tema, una componente pratica, eccellenza del contesto che abbiamo. Così facendo, cercando di creare una liaeson tra lo studio delle nozioni ed una sua possibile realizzazione, che avviene tramite un processo meramente applicativo, abbiamo cercato di aumentare, accrescere e di creare curiosità negli alunni. La scelta dei luoghi da colonizzare si originò, come è noto, da frequentazioni pregresse di carattere commerciale con le suddette aree e dalla possibilità di riprodurre condizioni climatiche simili a quelle della madre Patria. Il nostro territorio ha espresso due delle maggiori Poleis investite in maniera più decisa da questa influenza, nello specifico, Sibari e Crotone, coinvolte dalla dominazione degli Achei del Poloponneso. La presenza di scavi e scoperte verificatesi soprattutto tra gli anni ’50 ed ’80 del secolo scorso fecero venire alla luce numerose forme di manifestazioni artistiche intraprese dalle popolazioni locali, tra le quali il Diadema di Hera Lacinia a titolo esemplificativo. Analizzando e guardando a quanto il tema dei gioielli abbia caratterizzato gli usi ed i costumi della Magma Grecia si è reso necessario un passo quasi obbligatorio verso la figura del Maestro Gerardo Sacco. Mediante una ricerca estenuante rispetto a quello che è il contesto abitativo, ed all’importanza rivolta verso quest’ultimo, ha espresso sinteticamente quanto tale lavoro volesse esprimere. Quindi: il connubio tra una ricerca attenta alla componente storiografica e la cosiddetta base empirica, rappresentata nel caso in questione dai gioielli. Una dimensione ulteriore lega il richiamo storica e la ricerca delle radici: l’artigianalità. Questa racchiude la funzione sociale dei gioielli, dapprima ostentazione di ricchezza e potere, negli svariati ritrovamenti ed ha poi riqualificazione e di un territorio mediante della pratica dell’arte orafa. Tutto questo lo dobbiamo al Maestro Gerardo Sacco – ha poi concluso l’Insegnante Olimpia Ferrarese – che abbiano l’onore di ospitate oggi: l’attenzione verso il nostro territorio attraverso la ricerca continua che è riportare alla luce elementi troppo spesso dimenticati mediante una raffigurazione che abbia la sua attuazione tramite la realizzazione di quella che rappresenta una e propria opera d’arte: il gioiello>. Il Maestro Sacco, nel ingraziare il Dirigente e l’Insegnante Ferrarese per l’invito, si è soffermato sulla sua storia umana e professionale. Ma ha anche presentato la sua collezione di gioielli, attraverso alcune slide proiettate sul maxi-schermo, indossati, per l’occasione, dagli alunni. Il Maestro Sacco, poi, ha voluto consigliare ai tanti alunni di inseguire sempre i propri sogni e di riuscire ad affermarsi anche nel proprio luogo i nascita. Un messaggio, quello del Maestro Sacco, apprezzato e condiviso da tutti con lunghi applausi. Il Dirigente Pistoia e l’Insegnante Ferrarese, prima ei saluti finali, hanno voluto consegnare una targa di riconoscimento al Maestro Sacco. Gerardo Sacco nasce a Crotone nel 1940. Ancora adolescente trova lavoro presso un piccolo laboratorio orafo dove scopre la sua vera vocazione: plasmare e modellare l’oro e l’argento. Dopo aver appreso i fondamenti dell’arte orafa, si reca a Valenza per migliorare e perfezionare le tecniche e i processi di lavorazione dell’oro. Tale esperienza lo arricchisce e lo spinge a ritornare nella sua città per fondare la propria “ditta artigianale”. Nel 1963 inizia la produzione aziendale: all’interno del suo “laboratorio-bottega”, Sacco recupera i processi di lavorazione del passato e si specializza in uno stile che affonda le proprie radici nella cultura magno-greca nonché nella tradizione contadina de Mediterraneo. Nello stesso anno realizza il suo primo campionario, con il quale conquista il 1º premio alla mostra dell’artigianato orafo di Firenze e l’Oscar dell’Artigianato alla mostra di Sanremo. Questi primi successi nazionali pongono Sacco all’attenzione del settore orafo per prodotti originali e nettamente distintivi, rendendolo oggi l’orafo calabrese più noto in Italia e all’estero, in virtù anche della sua particolare affinità con personaggi della cultura e dello spettacolo. Oltre che nel Complesso del Vittoriano di Roma e all’interno dei Musei Vaticani, i manufatti di Sacco trovano spazio in grandi eventi organizzati da diversi Istituti italiani di cultura all’estero: come quelli di Bruxelles, Lisbona, Copenaghen e Madrid. I suoi gioielli hanno esaltato il fascino femminile di grandi dive in svariate produzioni cinematografiche, teatrali e televisive: da Liz Taylor a Isabella Rossellini e da Monica Bellucci a Elena Sofia Ricci. Nel 2001 nella gestione aziendale è entrata la prole di Gerardo Sacco: due figli e una figlia. Gerardo Sacco ha realizzato diverse creazioni per trasmissioni televisive italiane: il “Drago alato” per Domenica in, il “Calice della salute” per Serata d’onore, la “Tigre” per Scommettiamo che…?, gioielli vari per I fatti vostri, la Coppa con i gettoni d’oro per Numero Uno del 1994 con Pippo Baudo e Giancarlo Magalli. Nel 1986 Franco Zeffirelli gli affida la creazione dei gioielli per il suo Otello, con Katia Ricciarelli e Placido Domingo. Il sodalizio artistico fra i due prosegue nel 1988, per il film “Il Giovane Toscanini”, interpretato da Elizabeth Taylor e Thomas Jowel. Nel 1991 Sacco realizza per il regista fiorentino i gioielli di scena per l’”Amleto”, con Glenn Close, Mel Gibson e Alan Bates. Altri monili firmati Gerardo Sacco per il cinema si ritrovano nei film: “Immortal beloved” con Isabella Rossellini e Gary Oldman del 1994, in “Anna Karenina” con Sophie Marceau del 1997, ed in “Padrona del suo destino” del 1998 con Catherine McCormack e Rufus Sewell Più recentemente ha creato i preziosi ornamenti per il film di Virzì del 2007 “N” Io e Napoleon interpretato da Monica Bellucci. Sacco ha, inoltre, creato i gioielli di scena per diversi spettacoli teatrali, tra i quali l’Aida, in scena all’Opera di Roma nel 1990, e il “Don Carlos”, con Luciano Pavarotti, in scena alla Scala di Milano nel 1992. Per entrambe le rappresentazioni la regia era del maestro Zeffirelli. Nel 2010 per l’opera moderna “i Promessi Sposi”, regia di Michele Guardì. Nel 2008 ha realizzato la scultura che rappresenta il “Premio America”, riconoscimento internazionale destinato ad alte personalità ed attribuito annualmente dalla Fondazione Italia USA alla Camera dei deputati. Una carriera, quella del Maestro Sacco, luminosa in cui ha ottenuto numerosi riconoscimenti grazie alla sua preziosa arte orafa apprezzata in tutto il mondo. Gli alunni dell’I.C. Rossano 1, al termine della manifestazione, hanno consegnato una brochure con all’interno alcuni disegni dedicati ai gioielli greci. Il Maestro Sacco ha promesso che sceglierà due o tre disegni per realizzare una nuova collezione che sarà presentata a Rossano. La mattinata è terminata con ricco buffet dolce e salato preparato dalle splendide e meravigliose mamme degli stessi alunni. Emozionante il taglio della torta con il brindisi finale. Un plauso, infine, ai docenti e agli alunni per l’ottimo percorso didattico messo in atto durante l’anno scolastico 2018 – 2019.

ANTONIO LE FOSSE

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