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Sit in Anas

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Sit-in ieri mattina, mercoledì 5 dicembre, nel piazzale della sede dell’Anas di Reggio Calabria per manifestare il disappunto di un’intera cittadinanza nei confronti dell’ente committente dei lavori in corso di esecuzione sulla tangenziale di Reggio che da oltre un mese sono causa di profondo disagio per quanti entrano ed escono dalla città di Reggio Calabria. A promuovere la pacifica manifestazione un gruppo di cittadini, imprenditori e associazioni composto da Isidoro Alampi, Andrea Cuzzocrea, Pino Falduto, Paolo Laganà, Giuseppe Pinto (ReggioLab), Domenico Richichi, Sergio Tripodi, che ha dato seguito all’impegno assunto in alcune riunioni svoltesi nei giorni scorsi per discutere dell’increscioso problema.

Durante l’incontro i promotori dell’iniziativa hanno ribadito agli organi di stampa “l’inaccettabile condizione in cui versano migliaia di automobilisti imbottigliati sulla tangenziale a causa di modesti lavori di manutenzione straordinaria ce determinano la stabile riduzione della larghezza delle carreggiate stradali. Una situazione estremamente disagevole che condiziona la vita di studenti, lavoratori e cittadini costretti a percorrere un tratto di strada infernale per raggiungere la città, gli ospedali cittadini e le scuole. Un danno economico che si perpetua giorno dopo giorno. E cosa ancor più grave la possibilità di una tragedia, qualora i mezzi di soccorso nel raggiungere l’ospedale metropolitano o altri presidi sanitari rimanessero imbottigliati nelle code che quotidianamente si registrano lungo quel tratto”.

Per queste ragioni i promotori dell’iniziativa hanno sottoscritto e protocollato una richiesta di accesso civico generalizzato (art. 5, co. 2, d.lgs. 33/2013) con la quale chiedono ad Anas, in qualità di committente delle opere in corso di esecuzione, di poter estrarre copia degli atti amministrativi dell’intera procedura di appalto. In particolare, Isidoro Alampi, Andrea Cuzzocrea, Pino Falduto, Paolo Laganà, Giuseppe Pinto (ReggioLab), Domenico Richichi, Sergio Tripodi intendono “accertare se i tempi concessi per l’esecuzione del lavoro sono eccessivi, come sembra, in rapporto all’entità.

Il perché non sono stati previsti, e se previsti non rispettati, più turni di lavoro e per quale ragione non si sia lavorato soltanto di notte e non sia stata programmata la riapertura delle carreggiate negli orari a maggiore intensità di traffico. Ed infine, perché non sono stati individuati e segnalati percorsi alternativi presidiati dalla polizia urbana”.

I firmatari della richiesta di accesso agli atti, si sono riservati “in esito alla studio del carteggio relativo all’appalto Anas, qualora si accertasse la mancata emanazione di atti amministrativi generali che avrebbero potuto evitare, ridurre o limitare i danni causati alla popolazione, anche in violazione di standard qualitativi ed economici previsti dalla Carta dei Servizi, di promuovere azione legale di risarcimento collettivo”.

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