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Reggio Calabria, politica degli alloggi popolari ancora in alto mare

osservatorio

Comunicato dell’Osservatorio sul disagio Abitativo (composto da, COSMI, CSOA A. Cartella, CSC Nuvola Rossa, ASIA-USB Reggio Calabria, Società dei Territorialisti e Un Mondo Di Mondi) e di Reggio Non Tace e Collettiva AutonoMia sulla situazione degli alloggi popolari e la loro mancata corretta gestione da parte del Comune di Reggio Calabria.

“In città ci sarebbero i numeri e le condizioni per il superamento del disagio abitativo, ma la garanzia del diritto alla casa per la gran parte delle persone in stato di povertà è ancora in alto mare. Unica eccezione è quella delle famiglie dei due ghetti dell’ex Polveriera e della Caserma Duca d’Aosta, per le quali il Comune è intervenuto e sta ancora intervenendo bene con gli alloggi  confiscati.

Per tutti gli altri casi di bisogno abitativo che costituiscono la stragrande maggioranza, numerosi alloggi popolari sarebbero disponibili per nuove assegnazioni, se si attuassero le verifiche previste dalla legge regionale n. 32/96 e si avviasse il riordino e l’informatizzazione del settore attraverso una banca dati. Da qualche mese esiste anche un regolamento comunale per le assegnazioni in deroga in emergenza abitativa ma resta ancora inefficace, anche per la tortuosità dell’iter previsto che non si avvale di una trasparente e veloce procedura informatica.

Intanto aumentano le segnalazioni di sfratti da alloggi privati, causati da morosità incolpevole, a cui il Comune di Reggio Calabria non riesce a fare fronte, salvo sporadici casi, grazie al ricorso ad  alloggi confiscati alla ‘ndrangheta e all’operatività del gruppo di lavoro che si occupa di  questo settore.

La mancata risposta agli sfratti in maniera sistematica è dovuta principalmente all’inerzia del Comune che, secondo quanto previsto dalla legge di settore, avrebbe dovuto riprendere nella propria disponibilità gli alloggi erp non abitati dagli assegnatari, per destinarli in parte (il 25%) alle emergenze abitative.

Decine di alloggi popolari restano quindi nella disponibilità di assegnatari che hanno perso i requisiti legati al bisogno, mentre altrettante famiglie in condizioni di disagio abitativo ed economico continuano a non avere assegnato un alloggio.

All’aspetto principale della disponibilità di alloggi da assegnare, si aggiunge quello del regolamento non funzionante. Nel mese di gennaio (25 gennaio 2018) infatti, l’Amministrazione si è data un regolamento per le emergenze abitative (compresi quindi gli sfratti) previste dall’articolo 31 della legge regionale n. 32/1996. Ma il regolamento resta al palo, in quanto prevede la formazione di una Commissione, anziché la snella procedura informatica proposta dalle associazioni nei mesi scorsi. Dopo 5 mesi la Commissione non si è ancora costituita, quindi le domande presentate, tra le quali quelle delle famiglie sotto sfratto, non sono state neppure valutate.

Una delle prove evidenti di questa grave inefficienza è data dallo sfratto della famiglia Manduca. Il 19 aprile scorso, due mesi e mezzo prima dello sfratto esecutivo per morosità incolpevole del 3 luglio, la famiglia Manduca ha presentato al Comune regolare richiesta di assegnazione alloggio, ai sensi dell’articolo 31 della legge regionale 32/1996 e del regolamento comunale.

Nonostante le diverse sollecitazioni operate presso il settore e la protesta di associazioni e singole persone del 2 luglio scorso, presso Palazzo San Giorgio, alla famiglia Manduca non è stato assegnato l’alloggio necessario per garantire il diritto alla casa.

Il Comune ha semplicemente sollecitato il Tribunale di Reggio Calabria per il rinvio dello sfratto, cosa che sarebbe comunque avvenuta secondo la prassi prevista dal Tribunale.

Quindi anche la questione alloggiativa della famiglia Manduca, insieme a molte altre, rimane irrisolta e rinviata al 14 settembre 2018, nuova data dello sfratto esecutivo. Come trascorrerà questo tempo la famiglia Manduca, non avendo alcuna garanzia per il proprio futuro?

Questo è soltanto uno dei casi di sfratto per morosità incolpevole. Tanti altri si consumano in città, ma il Comune continua a non dare le risposte previste dalla normativa, né a dotarsi di un sistema di procedure trasparenti e veloci per far fronte al problema.

È utile ricordare che il patrimonio di edilizia residenziale pubblica è stato pensato allo scopo di garantire il diritto alla casa per le persone impossibilitate ad acquistare un alloggio di proprietà o a pagare affitti a prezzo di mercato. Ignorarlo significa assecondare l’uso illegale del patrimonio erp.”

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