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Reggio. Alloggi popolari, Comune non applica da due anni delibera del Consiglio

osservatorio

Comunicato dell’Osservatorio sul disagio abitativo (Un Mondo Di Mondi, CSOA Angelina Cartella, Società dei Territorialisti/e Onlus, Centro Sociale Nuvola Rossa, Comitato Solidarietà Migranti, Reggio Non Tace, Collettiva AutonoMia) sulla mancata applicazione della delibera del Consiglio comunale di Reggio Calabria da parte dello stesso Comune.

Dopo due anni dalla delibera di Consiglio Comunale del 10 febbraio 2017 per la legalizzazione del settore degli alloggi popolari attraverso il turn-over nessuna delle azioni decise è stata applicata.

Il Comune continua a non applicare il turn-over previsto dalla normativa vigente che consentirebbe di recuperare decine di alloggi da assegnare agli aventi diritto. La conseguenza diretta è che decine di famiglie vincitrici del bando 2005 ed altre in emergenza abitativa continuano a non aver assegnato l’alloggio cui hanno diritto, mentre altrettanti alloggi continuano a rimanere vuoti o utilizzati da coloro che non ne hanno diritto e bisogno. Tutto questo alimenta ogni giorno un “mercato” illegale degli alloggi popolari.

In 25 mesi nessuna delle verifiche avviate per applicare il tun-over su un solo requisito e sui soli alloggi comunali è stata completata. Il 7 gennaio scorso il dirigente Piccione aveva dichiarato che su 27 posizioni c’era da effettuare una sola verifica prima di applicare la procedura di decadenza e riprendersi gli alloggi. Dopo due mesi quella verifica che si potrebbe effettuare in poche ore non è stata fatta.

Per quanto riguarda le verifiche sugli altri requisiti e sugli alloggi Aterp non si è mai cominciato; mentre sarebbe stato logico effettuare le verifiche contemporaneamente per tutti i requisiti e per tutti gli alloggi.

La pubblicazione sul sito web del Comune dell’elenco del patrimonio degli alloggi popolari, nel rispetto della privacy, che servirebbe a garantire una maggiore trasparenza favorendo il controllo, è stata più volte annunciata ma non è stata mai realizzata. Anche la task force con le forze dell’ordine dello Stato, prevista anche questa dalla delibera di Consiglio Comunale sopracitata per effettuare in modo efficace le verifiche del turn-over, non è stata mai costituita e molto probabilmente non è stata mai richiesta alla Prefettura. Il settore comunale ERP, che dovrebbe secondo legge esercitare il compito di vigilanza e verifica su circa 7.000 alloggi (comunali e Aterp), da circa 3 anni non ha la macchina di servizio indispensabile per raggiungere gli alloggi che sono sparsi su tutto il territorio comunale. Anche questo particolare ci fa capire qual è l’attenzione dell’Amministrazione su questo settore.

Il patrimonio degli alloggi erp si trova in una grave carenza strutturale a causa del fatto che negli ultimi anni la gran parte dei  fondi (2,8 milioni di euro dei canoni divisi nel bilancio degli anni 2017, 2018 e 2019) che il Comune incassa dal versamento dei canoni mensili degli assegnatari e dalla vendita degli alloggi non sono stati impegnati per la manutenzione. Ma secondo legge questi fondi devono essere destinati esclusivamente alla manutenzione degli alloggi e all’acquisto di nuovi alloggi.

Il progetto per il superamento del ghetto dell’ex Polveriera avviato nel 2018 con la sistemazione di 16 famiglie è stato interrotto, lasciando 16 famiglie nelle baracche del ghetto e tra i rifiuti pericolosi prodotti dalla demolizione delle baracche sgomberate.

Per giustificare questa situazione di inefficienza viene spesso dichiarato che non c’è il personale necessario. Nonostante la reale carenza di personale che riguarda tutti i settori comunali, il personale necessario ci sarebbe ma non viene impegnato per quello che dovrebbe essere, a nostro parere, il compito principale del settore: effettuare le verifiche ed i controlli, reperire alloggi disponibili ed assegnarli a chi ne ha diritto.

Già questi aspetti mettono in evidenza la volontà dell’Amministrazione di non garantire il diritto alla casa alle famiglie a basso reddito, ma la conferma definitiva è arrivata con lo storno del finanziamento del Decreto Reggio di 11 milioni di euro destinato a nuovi alloggi da assegnare. Per il reintegro del finanziamento questa rete di associazioni e movimenti ha presentato il 18 febbraio scorso una Petizione popolare secondo gli istituti di partecipazione.

Pertanto, si chiede che la Petizione venga valutata positivamente rispettando la procedura prevista dal regolamento comunale e quindi si proceda alla sua pubblicazione.

Accogliere la Petizione, a questo punto, è un modo concreto per recuperare tutto quello che non è stato fatto negli ultimi quattro anni e dare una risposta alle famiglie che hanno diritto ad un alloggio.

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