Cronaca

Olio d’oliva: anche agricoltori calabresi in piazza a Roma

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Coldiretti. Olio d’oliva: oggi, martedì 8 gennaio, anche agricoltori calabresi in piazza a Roma. Aceto: dimezzata la produzione di olio calabrese

Il dato ormai è assodato e non sono più stime: meno 40% di olio d’oliva con punte di oltre il 50%, per la campagna olivicola 2018 – 2019, per colpa delle condizioni climatiche che hanno permesso l’attacco della mosca, della tignola e in alcune zone il tripide, un mix che ha causato la cascola delle olive dagli alberi. Dopo l’approvazione della manovra finanziaria da parte del governo gli agricoltori sono i primi a scendere in piazza a Roma per denunciare l’assenza nella legge di stabilità delle misure necessarie a garantire adeguate risorse al Fondo di Solidarietà Nazionale per far fronte alle calamità che hanno colpito le regioni produttrici di olio tra cui la Calabria che – ricorda la Coldiretti – è la seconda regione italiana (la terza in Europa) produttrice di olio con oltre 84mila aziende ad indirizzo olivicolo, una superficie investita in olivo di oltre 189mila ettari e 215milioni di piante, una produzione media annuale di olio in di circa 260mila tonnellate con quasi il 50% biologico e un impiego di manodopera di 15milioni di giornate lavorative. “Dati significativi – sottolinea il Presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto – che sono lo specchio fedele di un settore strategico per la salute dei cittadini, il presidio del territorio, l’economia e l’occupazione”.

Coldiretti Calabria e l’Associazione Olivicola Assoproli oggi, martedì 8 gennaio, insieme ad altri agricoltori provenienti da altre regioni italiane dalle ore 9.30 sarà nella capitale in via XX Settembre davanti Ministero delle Politiche Agricole dove è previsto l’incontro di una delegazione guidata dal presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini con il Ministro Gian Marco Centinaio.

All’evidente danno economico – evidenzia il Presidente di Assoproli Giuseppe Oliva – si è aggiunta la crescita di importazione di olio extracomunitario che, sbucando dalle nebbie diventa magicamente olio calabrese ed italiano solo sulla carta. Una pericolosissima “macchia d’olio” – è il commento finale – che si può allargare favorendo comportamenti e triangolazioni scorrette che per la loro pervasività stanno già assestando un duro colpo all’olivicoltura.”

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