Cronaca

Klaus Davi posta lo sfogo di un Carabiniere cacciatore di mafiosi

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Klaus Davi posta lo sfogo di un Carabiniere cacciatore di mafiosi “la Calabria è abbandonata”

Il massmediologo Klaus Davi, titolare di un’agenzia di comunicazione che segue i brand più noti del ‘Made in Italy’, si dedica anche all’impegno civile. Da ormai due anni sta conducendo una campagna di comunicazione contro la criminalità organizzata che ha prodotto  un pluripremiato format web dal titolo ‘Gli Intoccabili: il primo docu-reality sulle mafie’, apprezzato anche dalla corrispondente del The Guardian Maria Zuppello: “di una mafia di cui fino a non poco tempo fa non esisteva iconografia, Klaus Davi ne sta rivelando il volto in una serie web interessantissima”, ha scritto la giornalista. In aperta polemica con la classe politica (tutta, anche quella ‘entrante’, precisa, sta seppellendo nella crisi un’intera regione), Klaus Davi indirizza la propria cartolina di auguri rilanciando le parole del Cacciatore di Mafiosi e rivolgendole a ministri, sottosegretari, deputati uscenti ed entranti.

“Mi auguro che questa bellissima testimonianza, tratta da quel programma straordinario che Rai Due sta realizzando sui Cacciatori di Calabria dal titolo ‘Lo Squadrone’, finisca sui tablet di tutti i potenti, a partire da Paolo Gentiloni, Matteo Salvini, Luigi di Maio. Aiutatemi a fare questo – scrive su facebook il massmediologo – affinché prima di consumare il loro pranzo pasquale questi signori riflettano!”

Lo sfogo su Rai2 del militare “terre dimenticate dalla civiltà”

“Qui le popolazioni locali devono appoggiare la cosca. Questa dove stiamo andando è una cooperativa, che poi questi qua la fanno tutti. Qua se ci stanno otto – dieci famiglie fanno la piantagione. Alla fine ci sta un soggetto che la compra tutta. Un soggetto che appartiene alla cosca la compra tutta, gli impone il prezzo e poi questo soggetto se la rivenderà per la cosca. Però una parte degli introiti va a loro, una parte degli introiti di questa piantagione va per la gente ‘normale’ perché loro solo con queste piantagioni qua riescono a tirare avanti. Sembra assurdo ma è così. Se loro non facessero davvero la piantagione, questi qua non avrebbero da mangiare! E’ un’assurdità ma è così, è la verità! È brutto buttare giù una cosa del genere però la verità è questa. La maggior parte delle persone che abitano in queste contrada qua sono tutti quanti disoccupati… tutti … figurati che per raggiungere la contrada, per arrivare alla marina, dove ci sono i loro posti di lavoro normali, per andare e tornare ci vogliono almeno 10 euro di benzina. Normalmente ogni mese avrebbero 200/250 € di consumo di carburante. Per la maggior parte di loro questo è un lavoro. Se andiamo a farci un giro e vediamo le condizioni in cui abita questa povera gente, davvero capisci che qua siamo lontani dalla civiltà. Qua ci stanno davvero case bruttissime, mal ridotte, strade scassate. In certi posti non c’è nemmeno la fognatura. Qua vanno avanti a cocaina e a marijuana. Solo che la cocaina non è per tutti, non tutti quanti la possono commercializzare, allora commercializzano quello che di fatto loro riescono a produrre, la marijuana, perché ovviamente qua i pomodori chi li compra? Qua i pomodori non vanno”.

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