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Klaus Davi intervista Gratteri sulla ‘ndrangheta

gratteri nicola

In occasione della presentazione a Platania del suo libro “Storia segreta della Ndrangheta”, scritto in tandem con lo storico Antonio Nicaso, Nicola Gratteri è stato intervistato da Klaus Davi e ha rilasciato, tra le altre, le seguenti dichiarazioni.

Contrasto esclusivamente militare alle mafie fa si che si arrestino sempre i soliti. Magistrati e polizia devono avere il coraggio di osare.

“Se io mi limito a un contrasto militare della ‘Ndrangheta e delle mafie in generale io andrò sempre a contrastare i soliti noti…..i garzoni della  Ndrangheta. Quindi io non ho risolto il problema se il mio obiettivo sono i garzoni. Noi magistrati e forze dell’ordine dobbiamo avere il coraggio di alzare leggermente l’obiettivo. Bisogna vere il coraggio di osare.

Non siamo tutti uguali, ma dovete fidarvi dello Stato.

 “Stiamo vivendo un momento storico. La procura di Catanzaro è una portaerei. Abbiamo in assoluto in migliori investigatori. Abbiamo impiegato due anni per farlo. Anche a Lamezia opera un bravo procuratore Salvatore Curcio, che è una persona molto perbene. E’ una fase storica per la Calabria, faremo grandi cose. Non vi scoraggiate. Io non voglio che nessuno di voi rischi, si sovraesponga. Bisogna stare attenti: non è indifferente parlare con il maresciallo tizio o con il maresciallo caio. Ve li dovete studiare e capire quale è il più onesto, del quale potete fidarvi. E anche, se necessario, il sostituto procuratore perché non siamo tutti uguali. Ma dovete fidarvi e cogliere l’opportunità storica che stiamo vivendo nella nostra terra”.

Nuove leve di ‘ndrangheta non hanno stessa ‘ominità’ di 50 anni fa.

 “Le cosiddette nuove leve di Ndrangheta, i più giovani e ‘moderni’ non hanno la stessa tenuta di chi li ha preceduti. Non hanno la stessa ‘ominità’ dei loro predecessori cinquanta anni fa. Non sono corpi rigidi, anche loro mutano e risentono del clima antropologico. Rispetto ai padri e ai nonni, sono più fragili. Risentono di un clima sociale cambiato. Mentre il loro nonno era disposto a stare dieci anni sotto una pietra in attesa di uscire, il figlio non ci riesce. Il figlio non riesce a stare senza telefonino, senza internet o televisore anche se è latitante. E quindi è più fragile e più vulnerabile. Per tutti noi è un vantaggio perché questo li rende più ‘abbattibili’.”

San Luca resta punto di maggior riferimento della ‘ndrangheta.

 “San Luca resta un punto di riferimento della ‘Ndrangheta non solo per un fatto storico ma anche di sostanza. Li c’è l’osservanza ortodossa delle regole. Ci sono famiglie di ‘Ndrangheta di serie A.”

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