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‘Il Sud che Sogna’ su pubblicità FS BusItalia

fs bus pubblicità

‘Il Sud che Sogna’: «Meglio portare al Sud…il miglior materiale rotabile usato al Nord» piuttosto che “Porta al Nord il meglio del Sud”.

Di seguito la nota di Francesco Rao sulla pubblicità di BusItalia, delle Ferrovie dello Stato Italiane.

Non è minimamente accettabile una campagna pubblicitaria che, col pretesto della promozione di un servizio (attenzione: non certo gratuito) offerto al pubblico, di fatto ammicchi scandalosamente e faccia passare per normale la tanto vituperata “fuga dei cervelli” dai territori del Mezzogiorno in direzione delle ricche regioni settentrionali.

“Porta al Nord il meglio del Sud”, è il claim a caratteri cubitali che campeggia su mega-cartelloni pubblicitari 6×3: accanto a questa sorta d’invito a impoverire ulteriormente d’ingegni e risorse umane territori che purtroppo già si distinguono per il costante e progressivamente sempre più marcato impoverimento, la foto di una ragazza che sorride verso chi guarda il messaggio ‘gigante’.

Assai più piccina l’indicazione sul reale servizio offerto: “Gratis 2 bagagli in stiva e 1 a bordo”.

Già, perché il cartellone riguarda uno dei servizi di BusItalia, e qui siamo all’ulteriore nota dolente. Come se non bastasse il depauperamento subìto negli anni da un Sud spesso impotente, più spesso munito di una classe dirigente incapace di sfruttare anche le poche occasioni per ridurre il gap col resto dell’Italia e dell’Europa, questo mellifluo messaggio subliminale ai nostri giovani affinché “portino al Nord il meglio del Sud” – e lascino insomma i territori meridionali a marcire ‘poveri e pazzi’ senza chances di riscossa – non arriva da uno dei tanti operatori storicamente privati, ma appunto da BusItalia, società attiva nel settore del trasporto ‘su gomma’ del gruppo Ferrovie dello Stato. Di un gruppo imprenditoriale cioè che da decenni si regge col denaro pubblico, al di là dell’evoluzione nella sua conformazione societaria.

Ma basta andare a veder meglio già la denominazione della compagnia di trasporto che ha commissionato la campagna pubblicitaria, per avere le idee più chiare. Non si chiama infatti semplicemente ‘BusItalia’ ma, per essere precisi, BusItalia – Sita Nord. Un’azienda attiva più che altro in Veneto, Umbria e Toscana (ecco il riferimento al Nord già in ragione sociale), e solo da poco in Campania: e infatti il discutibile cartellone pubblicitario è apparso proprio a Napoli, per promuovere il servizio di trasporto gratuito dei bagagli per i viaggi su lunghe percorrenze (specificamente offerto dalla società BusItalia – Simet, nata da una recente acquisizione operata da BusItalia – Sita Nord).

Né ha valore la replica offerta da Ferrovie dello Stato, in cui il gruppo si dichiara desolato che un «messaggio pubblicitario giocoso» abbia potuto «urtare la suscettibilità di qualcuno» (!). Adesso i cartelloni pubblicitari discriminatori saranno sostituiti con altri dal messaggio che ci auguriamo ben diverso, ma esclusivamente perché qualcuno ha scoperto e denunciato questo «giocoso» sfottò ai danni d’intere generazioni costrette ad abbandonare il Sud per cercare altrove lavoro o un’adeguata formazione.

La cosa grave è che qualcuno abbia potuto anche solo pensare a un gioco di parole volgare come questo, all’ammiccamento perverso a un dramma che affligge la Calabria e tutto il Mezzogiorno e rispetto al quale ci sentiamo di dire una cosa sola al gruppo Ferrovie dello Stato.

Care Fs, se volete davvero fare qualcosa per il Sud, non limitatevi a offrire il trasporto-bagagli gratis per chi deve magari correre a trasferirsi al Nord o a cancellare slogan commerciali disgustosi, ma piuttosto mettete a disposizione dei passeggeri che utilizzano i treni nelle regioni meridionali gli stessi materiali rotabili, modernissimi e sfavillanti, che vengono utilizzati lungo le tratte ferroviarie del Nord, senza chiedere risorse pubbliche aggiuntive che le nostre Regioni non hanno; magari gli stessi che vengono costruiti – anche se questo, naturalmente, non viene mai ricordato – dalle strepitose maestranze del polo di Reggio Calabria di Hitachi Rail (ex Omeca).

Allora sì che crederemo alla bontà delle vostre intenzioni e ai Valori che, tra un messaggio denigratorio e l’altro, affermate di possedere.

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