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Il Questore di Reggio Calabria incontra la rete delle Alleanze Educative

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Il Questore di Reggio Calabria incontra la rete delle Alleanze Educative. Fare squadra per avviare significativi percorsi di legalità e prevenzione. Maurizio Vallone: “Servono più spazi sportivi e aggregative alternativi alle sale gioco. I ragazzi devono sentirsi protagonisti. In cantiere un percorso triennale che coinvolgerà tutte le scuole”

Un patto operativo tra questura, scuole e associazioni per costruire una comunità educante nel territorio comunale in grado di rispondere alle sfide educative di oggi. E’ stata questa la ragione dell’incontro che si è tenuto tra il Questore Maurizio Vallone e una delegazione delle scuole e delle associazioni che fanno parte della rete delle alleanze educative. Presenti all’incontro Grazia Condello dell’istituto Piria, Antonella Micalizzi del Boccioni – Fermi, Carla Sorgiovanni di Save The Children, Fortunato Scopelliti di Nuova Solidarietà, Grazia Maria Manti del CSV, Antonella Micalizzi del Boccione – Fermi, Paolo Cicciu del CSI, Mario Nasone del Centro Comunitario Agape, Anna Nucera nel doppio ruolo di Dirigente del Panella Vallauri e di assessore all’Istruzione del Comune di Reggio Calabria. I componenti della delegazione hanno illustrato il lavoro educativo che la rete svolge da due anni grazie alle 16 scuole e 38 associazioni che ne fanno parte. Un’esperienza unica nel panorama cittadino che si regge sul servizio volontario degli aderenti e senza finanziamenti. Un’aggregazione che ha consentito grazie alla mutualità che si è attivata che ha consentito di dare raggiungere risultati concreti sia sul piano formativo per un rinnovamento di metodi e di strumenti del fare scuola, sia di risposta a bisogni esistenziali degli studenti segnalati dalle scuole perché coinvolti in  fenomeni di bullismo, ritiro sociale, dipendenze, rischio dispersione scolastica, devianza, integrazione multi culturale e di altre forme di disagio che ormai non risparmiano quasi nessun ragazzo. Un lavoro che è stato possibile grazie alle collaborazioni qualificate di psicologi e di educatori delle associazioni coinvolte sia in ambito scolastico, sia extra scolastico attraverso le opportunità garantite, soprattutto nelle periferie più dimenticate, di fruizione della pratica sportiva partecipata e gratuita, di centri di aggregazione giovanili, di dopo scuola e di attività ludiche con la riqualificazione di spazi abbandonati diventati area sportive di strada. In cantiere un obiettivo ambizioso: attivare una scuola genitori per fare ri-diventare la famiglia soggetto centrale nell’educazione dei figli. Un percorso che è stato alimentato da iniziative di formazione e di sperimentazione di nuove didattiche, grazie anche all’apporto di figure di esperti nel campo dell’educazione di rilievo nazionale ma anche di docenti qualificati messi a disposizione dalla Università mediterranea, di Giudici onorari del Tribunale per i minorenni  e di legali della camera minorile. Il Questore ha espresso il suo apprezzamento verso questa importante aggregazione di agenzie educative, significativa nel panorama della Città di Reggio Calabria. “Fondamentale avervi a nostro fianco, per realizzare insieme il programma che la Polizia di Stato intende avviare in tutto il territorio della città metropolitana fin dal prossimo anno scolastico e che punta alla prevenzione come strategia da privilegiare rispetto alla pur necessaria azione di repressione dei reati e dell’illegalità”. Per il Questore i fenomeni da aggredire e che colpiscono pesantemente le nuove generazioni si chiamano in particolare ludopatie, ragazzi che passano intere giornate all’interno delle sale gioco, alcolismo, dipendenze da sostanze, violenza di genere, sessualità distorta. Sfide educative, su questo c’è stata piena sintonia tra i partecipanti all’incontro, che richiedono programmi e metodologie rispettose dei tempi e dei linguaggi dei ragazzi che come dice un felice slogan “non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere” Serve finirla con progetti e interventi calati dall’altro o attività autoreferenziali, ma necessitano percorsi didattici che vedano i ragazzi coinvolti e protagonisti. Sono fondamentali i confronti con testimoni privilegiati alternativi alle tradizionali ed inefficaci conferenze e lezioni frontali. Ci sarà spazio per laboratori esperenziali, discussioni in piccoli gruppi con gli educatori che si mettano in ascolto e che svolgono un ruolo di facilitatori. Sarà questo il metodo che il Questore intende adottare per il programma triennale che partirà nelle scuole che prevede che ognuna di esse dovrà garantire un  pool di docenti e di studenti che saranno formati e che dovranno dare incisività e continuità al percorso anche attraverso proposte che aiutino i governanti a disegnare delle città inclusive, rispettose dell’ambiente e senza ndrangheta e malaffare.

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