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Il coraggio di chiudere il centro storico al traffico

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Pubblichiamo la lettera di Giuseppe Imbalzano, Cittadino e Presidente dell’Associazione Pendolari Reggini, sul traffico durante la festa patronale di Reggio e sulla chiusura del centro storico al traffico, almeno durante la Festa della Madonna della Consolazione.

Come ogni festa patronale, Reggio si è ritrovata invasa da migliaia di scatole di ferro, meglio conosciute come auto. La visita al quadro della Madonna è stata sicuramente insufficiente per redimersi dai peccati commessi, in una sola sera, alla ricerca del “sacro parcheggio”. Macchie dell’anima aumentate quando, nell’intento di mangiare il classico panino con la salsiccia, si rischiava di essere falciati da novelli Vettel (o anziani Lauda) intenti, anche loro, nel trovare il “sacro parcheggio” di cui sopra.

Mi chiedo, e Vi chiedo, come mai il centro storico non viene chiuso al traffico, almeno il sabato e il martedì delle festività mariane, con il conseguente potenziamento dei servizi di trasporto pubblico? I costi, tra l’altro, non sarebbero nemmeno eccessivi, rapportati ai benefici che ciò produce (riduzione improperi, diminuzione degli inquinanti o almeno limitazione a quelli provenienti da “caddare” o griglie, minor stress da parte della popolazione).

Facciamo due conti e pensiamo ad un servizio di trasporto pubblico misto gomma/ferro. Partiamo dai bus, considerando un costo standard del servizio urbano di 4,25 €/km (dati ASSTRA, in realtà il contratto ATAM-Regione prevede un costo standard intorno ai 3 €/km), avere un servizio da cinquantaquattro (54) corse, equivalente ad una corsa ogni quindici minuti dalle 19.00 alle 3.00 tra Botteghelle e Pentimele, ci costerebbe quasi 2.000 € (qualche euretto lo si potrebbe risparmiare rimodulando i servizi esistenti). Altro servizio potrebbe essere studiato tra CEDIR-Stazione Centrale-Ospedale o San Brunello. Naturalmente, i capolinea sono pensati in corrispondenza di svincoli autostradali o aree parcheggio più o meno definite.

Passiamo ora al servizio ferroviario, via più rapida per collegare zone come Melito o Villa ma con costi standard più elevati, parliamo di 13 €/km. Per un servizio ferroviario tra Melito e Villa S.G., con 7 coppie di treni concentrate negli orari di flusso/deflusso, la spesa sarebbe intorno agli 8.000 €. Si potrebbe scendere a 4.500 € attestando il capolinea sud a Pellaro. Volendo inserire un sovrapprezzo alle tariffe standard appena citate, l’impegno di spesa sarebbe intorno ai 15.000 € al giorno, per un totale di 30.000 €, considerando che il servizio potrebbe essere attivato esclusivamente per i giorni di maggiore afflusso, ossia il sabato e il martedì delle festività.

Certo, per finanziare tutto questo dovremmo rinunciare a qualcosa o spendere meglio ciò che abbiamo, magari togliendo un po’ di soldi all’intrattenimento o facendo pagare l’occupazione suolo agli abusivi. Naturalmente quest’ultima è solo una provocazione, ma nemmeno tanto. Comunque, fatti questi dovuti sacrifici e con un servizio di trasporto pubblico adeguato, pensiamo ai vantaggi che ne deriverebbero per l’ambiente e per le nostre anime.

Oggi e sempre, W Maria.

Giuseppe Imbalzano, Cittadino e Presidente dell’Associazione Pendolari Reggini

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