Spettacolo

Final Portrait – L’Arte di essere Amici

final portrait - l'arte di essere amici

Al Cinema  Multisala Lumiere  è in programmazione il film

Final Portrait – L’Arte di essere Amici

Genere:  Biografico                 Anno:  2017         Durata:  90’

Regia:  Stanley Tucci

Cast:  Geoffrey Rush, Armie Hammer, Clémence Poésy, Tony Shalhoub, James Faulkner, Sylvie Testud, Kerry Shale

TRAMA

Anno 1964. Di passaggio a Parigi, il giornalista, biografo e appassionato d’arte americano James Lord (Armie Hammer) incontra il suo vecchio amico, il celeberrimo Alberto Giacometti (Geoffrey Rush). Lì accetta di posare per lui, pensando che sa una faccenda di pochi giorni. Invece, come gli preannunciano la moglie dell’artista Annette (Sylvie Testud), che ha con il marito un ben strano e complesso rapporto, e il fratello Diego (Tony Shalhoub), scultore anch’egli di fama, non sarà per nulla facile seguire l’estro e le manie di un genio dell’Arte perennemente insoddisfatto di quel che fa e dal temperamento mutevole come un giorno ventoso di marzo. Infatti Alberto Giacometti è colui che decide quando è il momento del lavoro, del bere, del dubbio, della distruzione, dei flirt o di una risata. È un artista affermato che vende le sue opere a prezzi record e nasconde i suoi guadagni nel suo studio, dove possono entrare solo il fratello, la moglie e l’amante Caroline (Clémence Poésy). Le sedute per il ritratto, che inizialmente sarebbero dovute durare una settimana, vengono spesso interrotte da visite al bar e da lunghi giri in auto, obbligando Lord a rinviare più di una volta il suo volo di ritorno, ma dopo una ventina di giorni ripartirà con il quadro, rimasto inevitabilmente incompiuto. Eppure l’amicizia non si incrinerà. Anzi verrà paradossalmente rafforzata.

L’incompiutezza è nella natura dell’arte. Ne era convinto Alberto Giacometti che trascorse l’intera sua esistenza a fare e disfare le proprie opere, senza mai ritenerle soddisfacenti.

Alla base del soggetto del quinto lungometraggio di Stanley Tucci c’è il diario di James Lord, “A Giacometti Portrait”, in cui l’americano descrisse nei minimi dettagli quei 18 giorni trascorsi con Giacometti nel suo atelier parigino.

Il film è un omaggio al famoso pittore e scultore svizzero, il genio dell’arte incompiuta, mostrando tutti i punti di forza e di debolezza dell’artista, ma anche i dubbi e la capacità di distruggere tutto per poi ricominciare.

Ottima performance di Geoffrey Rush nei panni di Giacometti.

Proiettato in Digitale 2D

la redazione

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