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Esperienze di restauro lapideo a Reggio Calabria: palazzo Nesci, villa Zerbi, villa Nesci

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Questo pomeriggio presso le Officine Miramare si è svolto il quinto appuntamento con i DIALOGHI SULLA CITTÀ, tavole di confronto per conoscere, amare, valorizzare e promuovere il patrimonio e l’identità culturale di Reggio Calabria Città Metropolitana.

Le Officine Miramare, infatti, stanno proponendo un ciclo di incontri, organizzati in collaborazione con l’Università Mediterranea, l’Università Dante Alighieri, il Conservatorio musicale Cilea, la Soprintendenza Archeologica, la Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio, l’Accademia di Belle Arti, l’Archivio di Stato, la Biblioteca comunale, l’Archivio, la Biblioteca e il Museo della Diocesi Reggio-Bova, il Museo Archeologico Nazionale, il Comune di Reggio Calabria, la Provincia di Reggio Calabria, le Scuole primarie e gli Istituti scolastici di primo e secondo grado, tutti  concepiti come dialoghi a due o più voci tra studiosi, ricercatori, associazioni e club service.

Questi dialoghi si articolano secondo quattro grandi famiglie: Raccontaci una storia, Raccontaci un monumento, Raccontaci un’esperienza, Raccontaci una visione.

Il quinto degli incontri in programma vede il racconto di un’esperienza da parte dell’esperta in restauro conservativo, Lucia Rosa Marino.

La dottoressa ha esposto tre esperienze professionali vissute in questi ultimi 10 anni. Con l’aiuto di immagini e video ha illustrato con molta dovizia tre diversi interventi di restauro conservativo fatti su palazzi reggini conosciuti ed ha spiegato l’approccio peculiare utilizzato per ognuno di essi: la pulizia della facciata in pietra di palazzo Nesci, la realizzazione di elementi prefabbricati in laboratorio per villa Genoese Zerbi, la pulizia chimica della graniglia a villa Nesci.

La Marino ha spiegato cosa siano gli interventi di restauro e di risanamento conservativo, e cioè degli interventi edilizi rivolti a conservare e recuperare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.

Più specificatamente il restauro è finalizzato principalmente alla conservazione, al recupero ed alla valorizzazione dei caratteri dell’edificio, soprattutto dei caratteri di interesse storico-artistico, architettonico o ambientale, anche con l’impiego di materiali e tecniche diverse da quelle originarie, purchè congruenti con il carattere dell’edificio; mentre il risanamento conservativo è finalizzato principalmente al recupero igienico, statico e funzionale dell’edificio per il quale si rendono necessari il consolidamento e l’integrazione degli elementi strutturali e la modificazione dell’assetto planimetrico, anche con l’impiego di materiali e tecniche diverse da quelle originarie, purché congruenti con i caratteri dell’edificio.

Gli interventi di restauro e risanamento conservativo possono essere finalizzati anche alla modificazione della destinazione d’uso degli edifici purché la nuova destinazione sia compatibile con i caratteri tipologici, formali e strutturali dell’organismo edilizio e sia ammessa dagli strumenti urbanistici vigenti.

Ha poi illustrato come dal punto di vista della conservazione, fondamentale sia la rimozione di quanto è dannoso per il materiale lapideo: sali solubili o insolubili, stratificazioni di materiali vari applicati intenzionalmente e non idonei o non più funzionali, vegetazione infestante, deiezioni animali, ecc., e a questo deve limitarsi, rispettando non solo policromie e patine naturali, ma anche lo strato più superficiale del materiale lapideo.

Ha infine spiegato che le  tecniche di pulitura si possono dividere in due grandi categorie: meccanica e chimica, andando poi nello specifico delle tre singole esperienze fatte sui palazzi reggini.

Un incontro con una professionista, quello di oggi pomeriggio, che ha ben illustrato le tecniche utilizzate per migliorare e recuperare le nostre bellezze architettoniche, che vanno valorizzate nuovamente per essere attrattive come un tempo.

 F.T.

 

 

 

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