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D’Ascoli e Pizzimenti su crisi società Castore e incapacità Falcomatà

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D’Ascoli e Pizzimenti (Forza Italia): la crisi della società “Castore” ulteriore conferma dell’incapacità politica del Sindaco Falcomatà.

 “Non bastava il pericolo del dissesto che, in base alle voci che si rincorrono, sembra ormai, purtroppo, quasi inevitabile, adesso, per il Sindaco Falcomatà, si è aggiunto pure il pensiero della società “Castore” perché non è più nelle condizioni di garantire lo svolgimento di quei servizi manutentivi contrattualmente previsti per mancanza di risorse economiche”. Lo dichiarano Giuseppe D’Ascoli, Consigliere Comunale di Forza Italia e Nuccio Pizzimenti, esponente politico del medesimo partito che aggiungono: “Questo allarme è stato lanciato dal Presidente della società, Giuseppe Quattrone attraverso una recente nota, riportata da un organo di stampa locale, inviata al Sindaco Falcomatà. “Le condizioni finanziarie cui è costretta la società in ragione dell’inadempimento contrattuale del Comune – ha scritto Quattrone nella nota – le impediscono di acquistare il materiale e i pezzi di ricambio necessari alla corretta esecuzione dei servizi affidati”. Nonostante le difficoltà economiche della società, il presidente Quattrone ha manifestato al Sindaco Falcomatà “la piena disponibilità a mantenere fermo e inalterato l’impegno ad effettuare  tutti i servizi di manutenzione affidati e di utilizzare le scarse risorse economiche a propria disposizione per gli interventi che potessero comportare un rischio per la sicurezza”. La società “Castore”, a capitale interamente pubblico, è stata costituita dal Comune nel 2014 e avrebbe dovuto effettuare servizi inerenti la manutenzione stradale, le aree verdi, la segnaletica stradale, la pubblica illuminazione, le aree e i servizi cimiteriali e altre attività manutentive importanti per una città che di manutenzione ne ha veramente tanto bisogno. Dopo che l’Amministrazione Comunale – continuano gli esponenti politici azzurri – aveva provveduto a selezionare il personale in possesso delle qualifiche richieste, il Sindaco Falcomatà, attraverso conferenze e comunicata stampa, aveva edulcorato la nascita e le attività della società, mentre adesso, a distanza di qualche anno, c’è invece il rischio che i quaranta operai assunti sono costretti a incrociare le braccia. Un allarme, quello lanciato dal Presidente Quattrone, che fa il paio con il malessere avvertito dalla stragrande maggioranza dei cittadini per le condizioni disastrose in cui la città si trova. Anche se il pericolo del dissesto sembra essere dietro l’angolo, l’economia della città è ferma e le imprese sono in crisi e la città è invasa dall’immondizia, il Sindaco Falcomatà ha avvertito l’ardire e l’ardore di pensare a ricandidarsi alla guida della città e chiedere ai cittadini, alle prossime elezioni amministrative, un nuovo consenso elettorale. E’ vero che nessuno ha la ricetta magica per potere trasformare radicalmente la città, ma lei, Sig. Sindaco, in quattro anni di consiliatura non solo non è riuscito a realizzare un solo progetto di spessore per alimentare l’economia, ma non è riuscito a sfruttare nemmeno quelle potenzialità di sviluppo promettenti che la città possiede. Lei, Sig. Sindaco, potrà continuare a richiamare i fantasmi del passato, a fare dietrologia e andare alla ricerca di alibi e strategie per difendere quella inoperosità politica contestata anche da alcuni esponenti della sua maggioranza, ma si tratta di espedienti talmente disperati che sembrano assomigliare al comportamento del cane che abbaia alla luna”, concludono Giuseppe D’Ascoli e Nuccio Pizzimenti.

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