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Chi può spiegare alcune candidature calabresi?

liste elettorali

Una volta, nella vituperata “Prima Repubblica” vi erano Partiti con ideologie ben delineate e i Politici, gli iscritti ed anche i semplici simpatizzanti erano fieri di condividerle e seguirle.

Mai si sarebbe immaginato che un candidato alle elezioni, politiche o amministrative, ad esempio del Partito Comunista Italiano nel turno elettorale precedente fosse stato eletto o semplicemente inserito in lista dalla Democrazia Cristiana.

Oggi tutto questo non accade più e i politici, pur di restare attaccati alla loro poltrona, nazionale o regionale o comunale, passano da uno schieramento all’altro senza alcun timore di apparire banderuole, come si diceva una volta.

Quello che spiace maggiormente e che i responsabili dei partiti facciano loro da sponda.

Senza giudicare le persone si deve evidenziare che tra i candidati del Pd in Calabria vi è un ex assessore regionale del Centro destra a guida Scopelliti e un senatore uscente eletto nel Pdl. Questo insieme ad altre candidature imposte dai vertici nazionali e regionali e distanti dalla base, almeno per Reggio Calabria, sconfessa quanto dichiarato dal Segretario nazionale riguardo la “squadra forte e vincente” e porta a comprendere perché tanti, tra cui D’Alema, Bersani e Grasso, hanno abbandonato il partito.

Per par condicio anche in Forza Italia a Reggio hanno bruciato il candidato che aveva largo seguito tra i simpatizzanti del movimento per candidare un calabrese trapiantato da anni a Roma, tanto da esserne stato consigliere comunale.

Si spera che i responsabili di queste scelte non continuino a sperare che i cittadini siano pronti a non vedere e sentire ma solo a votare secondo le loro decisioni, anche se non condivise. In ogni caso nessuno potrà mai convincerci che i vari partiti non hanno al loro interno o nella società civile persone del luogo con la stessa dirittura morale ma con maggiore coerenza politica.

Francesco Teofilo

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