Cultura

Anassilaos, omaggio alla poetessa Ada Negri

ada negri

Una poetessa e una donna forse ancora oggi dimenticata. Questa è Ada Negri, la poetessa e scrittrice nata a Lodi il 3 febbraio 1870 e morta a Milano l’11 gennaio 1945, alla quale l’Associazione Culturale Anassilaos dedica un incontro che si terrà domani, giovedì 15 marzo, alle ore 16.45 presso la Villetta De Nava della Biblioteca Comunale con l’intervento della Prof.ssa Francesca Neri.

Considerata fino al secondo dopoguerra come la più grande poetessa italiana del Novecento, proposta nel 1926 per il Premio Nobel per la Letteratura, poi conferito a Grazia Deledda, si dice per alcune sue posizioni critiche verso la Chiesa, Ada Negri fu poi dimenticata. Di umilissime origini – la nonna era  una portiera e la madre fu costretta a lavorare come operaia alla morte del marito che di mestiere faceva il vetturino – Ada Negri seppe portare nelle sue prime raccolte poetiche una attenzione verso le condizioni misere della classe contadina ed operaia con un forte senso di protesta sociale. Insegnante elementare a Motta Visconti (Pavia), accanto all’impegno verso l’insegnamento nutriva una forte passione per la poesia. Sollecitata dalle amiche inviò taluni componimenti a diverse riviste. “Il fanfulla da Lodi” e poi l’“Illustrazione Popolare”, supplemento del Corriere della Sera, pubblicarono, con elogi, i primi versi attirando l’attenzione della pubblica opinione sulla poetessa, giovane e di umili origini, contribuendo a creare un caso letterario. Nel 1892, presso Treves, venne pubblicata la prima raccolta “Fatalità”. Il successo di pubblico e di critica fu tale che con decreto ministeriale – oggi diremmo per “chiara fama” – Ada Negri venne nominata professoressa presso la scuola normale Gaetana Agnesi di Milano. Nel capoluogo lombardo entrò in contatto con l’ambiente del socialismo riformista ed ebbe modo di conoscere Filippo Turati e Anna Kuliscioff. Nel 1905 pubblica “Tempeste” la sua seconda silloge dedicata al giovane intellettuale Ettore Patrizi, apprezzata da taluni ma criticata da Luigi Pirandello che ne evidenziò i toni retorici. Sulla rubrica “Cronache del bene” del Corriere della Sera dal 1903 al 1911 pubblicò una serie di articoli e reportages di cronaca sociale. Tornata in Italia alla vigilia della Grande Guerra (1914) aderì al Comitato nazionale femminile per la difesa della patria. Conobbe Margherita Sarfatti, e su suo incoraggiamento nel 1917 pubblicò una prima raccolta di prose “Le solitarie”, dedicato alla stessa Sarfatti, cui fecero seguito in un breve volger di anni “Finestre alte” (1923); “Le strade” (1926); “Sorelle” (1929). Nel 1921 diede alle stampe “Stella mattutina” una biografia della propria infanzia e della propria adolescenza. La sua ultima raccolta poetica Fons Amoris”, che raccoglie liriche composte tra il 1939 e il 1943, apparve postuma nel 1946. Nel 1940 venne, infine, chiamata, unica donna, a far parte dell’Accademia d’Italia. Oggi i tempi sono maturi per una rivisitazione dell’opera poetica e letteraria che restituisca ad Ada Negri il posto che le spetta nella letteratura italiana del Novecento. La recente emissione di un valore bollato a lei dedicato, emesso l’8 marzo, è il segnale di un riconoscimento alla sua figura di artista.

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