Cultura

Agraria, Lo spazio rurale nella pianificazione strutturale del territorio

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Domani, mercoledì 16 maggio, presso l’Aula Seminari del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria (località Feo di Vito) dalle ore 15.00 avrà luogo una Giornata di Studi sul tema “Lo spazio rurale nelle pianificazione strutturale del territorio”.

L’iniziativa intende promuovere un confronto a largo spettro sul tema, tra tecnici e professionisti, secondo i diversi livelli di gestione e pianificazione del territorio (regionale, provinciale/metropolitano, comunale), facendo particolare riferimento alla Calabria. La Giornata di Studio è promossa congiuntamente da: Dipartimento di Agraria/RurAL – Rural Architecture and Landscape Working Group dell’Università Mediterranea; Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori, Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Reggio Calabria. Ai partecipanti gli Ordini riconoscono Crediti Formativi Professionali. Verrà inoltre rilasciato attestato utile al riconoscimento di CFU da parte delle strutture didattiche universitarie competenti.

Il tema del convegno.

Se in passato si aveva una netta distinzione tra lo spazio urbano e lo spazio rurale, con una chiara demarcazione del perimetro costruito, dalla seconda metà del Novecento con la crescita disordinata delle città – le cui dinamiche non possono ritenersi esaurite – si è costituita una configurazione del paesaggio che nelle aree di interfaccia urbano-rurale si presenta come fisicamente sfrangiata e funzionalmente promiscua. Proprio qui vive una parte significativa della popolazione, con un disagio abitativo è tangibile. Un’adeguata gestione dei paesaggi di transizione tra l’urbano e il rurale è oggi decisiva perché tra questi due ambiti si stabilisca un rapporto integrato e complementare.

Lo spazio rurale, sede primaria delle attività agricole e forestali che ne sono fattori strutturanti, viene riconosciuto nelle sue connotazioni ecologico-ambientali e come sede di attività incentrate su beni e valori non riscontrabili e non facilmente riproducibili in città (qualità dell’aria, tranquillità ed amenità del paesaggio, tradizioni radicate, tipicità, stili di vita sobri, ecc.). Per tali ragioni nello spazio rurale, verso cui si erano già estroflesse molte attività tipicamente urbane (artigianato, commercio, ecc.), si sono recentemente installate attività turistico-ricettive, ricreative, culturali e di servizio che spesso hanno nelle risorse ivi presenti i principali attrattori. Nello spazio urbano oggi vive la maggior parte della popolazione, ma sempre più gente desidera città più “verdi” e guarda allo spazio rurale come a un luogo desiderabile, piacevole e salutare, trascorrendovi il tempo libero.

Per diversi motivi l’agricoltura e il bosco entrano in città, anche come espressione di nuove forme di socialità (orticoltura sociale, agricoltura urbana, boschi di comunità, ecc.) e sorge una nuova domanda di infrastrutture verdi (piste ciclabili, greenways, ecc.). Mentre le campagne continuano a spopolarsi, si possono osservare nuovi flussi di popolazione urbana verso lo spazio rurale, talvolta alimentati da una visione nostalgica, e da narrazioni superficiali che rifiutano i segni della modernità o la presenza di un’agricoltura intensiva e meccanizzata. Nello spazio rurale, inoltre, l’agricoltura e il bosco sono chiamati a declinare secondo le specificità locali le loro molteplici funzioni, non solo producendo in modo più sano, efficiente e sostenibile, ma anche fornendo importanti servizi ecosistemici, di tipo ambientale e socio – culturale.

Alla luce di quanto osservato, oggi sempre più si riconosce la necessità di una integrazione tra lo spazio rurale e quello urbano, che si traduce nella necessità di re-immaginare e integrare gli strumenti di gestione e pianificazione del territorio ai vari livelli. Inoltre, il perseguimento degli obiettivi di sostenibilità pone diversi problemi che attengono alla gestione della dimensione temporale nella pianificazione, dovendosi da un lato fronteggiare con tempestività la rapidità dei processi di trasformazione in atto e, dall’altro, indirizzare questi ultimi verso obiettivi lungimiranti e condivisi, con la messa in campo di metodi partecipativi. Di fronte a queste sfide occorre altresì ricostituire un terreno comune di collaborazione e di dialogo tra i diversi enti territoriali responsabili della gestione e pianificazione del territorio, nonché tra i ricercatori e professionisti a loro volta chiamati ad aggiornare e integrare le diverse conoscenze e competenze necessarie per l’analisi, interpretazione, valutazione, tutela, gestione tecnica e pianificazione dello spazio rurale.

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